martedì 19 febbraio 2013

CHIPS and READS challenge

Una nuova, serissima ricerca scientifica, pubblicata sullo Scientific American ha dimostrato che le patatine fritte (e non le ciliegie come credevamo noi), possiedono l'intrinseca proprietà una tira l’altra non perché siano particolarmente succulente, bensì perché la nostra lingua a contatto con l’elemento patatina  invia un impulso al cervello, che si ingolfa per via dell’unto, e che a sua volta induce lo stomaco a produrre delle simpaticissime sostanze chiamate endocannabinoidi. Queste simpaticone oltre a farci sentire nella testa e nella pancia quella vocina che dice NE VOGLIO ANCOOORAAA, che cosa fanno? Si mettono a stimolare la nostra produzione di endorfine. Tombola!
Questo spiega il perché, con la pancia rigonfia after Burger King, io entri con un sorriso ebete alla Feltrinelli, azioni il braccio-meccanico  (allunga afferra allunga afferra allunga afferra afferra)  formando colonne abnormi di volumi che svettano fino al mento (che funge appunto da fermalibro) tanto da essere scambiata per l’addetta di reparto, e mi metta a spizzicare volumi, presi a casaccio, per ore, con aria di somma beatitudine.
Prima pensavo di essere pazza, ora capisco che la colpa è delle patatine. Da questa fondamentale consapevolezza, ho deciso di contribuire anch’io alla Ricerca Scientifica, monitorando le mie letture sotto l’effetto delle sostanze incriminate (patatine da fastfood) tenendo quindi un rigoroso conteggio di quanti, e quali volumi possano essere coinvolti direttamente nel processo patata/endorfina.
Come sapete, la Ricerca ha bisogno di giovani lettori volontari.
Volete anche voi fare parte di quella che potrebbe essere la nuova scoperta del secolo? Partecipate al CHIPS and READS CHALLENGE.

Istruzioni

Il CHIPS and READS CHALLENGE avrà la durata di un anno intero, e sarà composto da quattro tappe, una ogni 3 mesi, più una tappa extra finale, e a conclusione di ciascuna tappa, si raccoglieranno i dati della ricerca e un partecipante sarà premiato con un libro cartaceo.
Come fare per partecipare?

FASE 1: Diventare follower di questo blog e della pagina facebook 
FASE 2: Commentare questo post confermando la partecipazione al challenge, specificando il nome col quale vi siete iscritti e lasciando il vostro indirizzo mail
FASE 3: Comunicare i risultati della vostra ricerca personale (scrivere quante porzioni di patatine avete assunto e quanti e quali titoli avete spizzicato) nella sezione commenti di questo blog e/o nel vostro blog e/o nella vostra pagina (negli ultimi due casi inserite nella sezione commenti di questo blog il link alle vostre pagine).


Premiazione
A fine maggio, agosto, novembre, e febbraio, si proclamerà un vincitore, scelto in base al numero di dati forniti nei tre mesi della tappa. Ovvero, più volte ripetete l’esperimento, che consiste nel mangiare delle patatine (non importa la quantità purchè la specifichiate), e successivamente spizzicare libri (non importa quanti, quali, se comprati, regalati, presi in prestito o letti direttamente il libreria), più possibilità avrete di vincere (attenzione, non c’è un’estrazione,  vince chi posta più commenti ). Ogni partecipante potrà decidere di partecipare ad una o più tappe, alla fine comunque, si farà un conteggio dei vostri commenti e si decreterà un ulteriore vincitore (se partecipate anche ad una sola tappa, ma commentate molto, avete le stesse probabilità di chi magari partecipa a tutte le quattro tappe ma commenta poco). In tutto quindi ognuno di voi ha la possibilità di vincere ben 5 libri cartacei. Attenzione i libri premio saranno scelti dagli stessi vincitori tra una selezione che comprenderà tutti i libri inseriti nei commenti di questo challenge.  Quindi più partecipate, più voi (ma anche gli altri partecipanti) avrete una maggiore possibilità di scelta-premio.

Note
1)     Non è necessario condividere il post o il logo del challenge, ma è comunque utile per la ricerca.
2)     È possibile iscriversi in ogni momento.
3)     Non sono necessari commenti, recensioni, schede libro, descrizione dei libri letti o della marca di patatine ingerite, ma sono comunque utili alla ricerca.
4)     Col termine “spizzicare” si vuole intendere una lettura parziale, anche breve, ma comunque superiore alle dieci pagine (in quel caso si usa il termine “annusare”).
5)     È possibile incrociare questo challenge con altri, (potete commentare un libro spizzicato e commentato altrove, l’importante è che prima della lettura abbiate mangiato delle patatine).

In fondo a questo post inserirò come esempio anche i miei “risultati della ricerca” in modo tale che possiate capire meglio, e darvi già una piccola selezione di titoli-premio. Io ho inserito la cover e la descrizione, ma voi, come ho specificato al punto 3) non siete obbligati, le info necessarie sono:
-         n° porzioni patatine
-         n° libri spizzicati (corredati da titolo, autore e casa editrice)
Tutto chiaro? Per ogni domanda specifica non esitate a contattarmi al mio indirizzo mail noteaimargini@gmail.com  


BUONA RICERCA A TUTTI (e buone endorfine)!!!


My CHIPS and READS personal result:

n° porzioni chips: 2 small
n° libri spizzicati: 7 varie misure

Adams Richard - La collina dei conigli

Bur Exploit


Il saggio Moscardo, l'ingegnoso Mirtillo, il prode Argento e tanti altri sono gli eroi di questo fantastico romanzo epico.Un drappello di piccoli coraggiosi conigli, alla ricerca di un avvenire più sicuro, migra attraverso le ridenti colline del Berkshire e aff ronta mille nemici in un indimenticabile cammino verso il più prezioso dei beni: la libertà.
Con La collina dei conigli la letteratura contemporanea ha ricreato la sua Iliade e la sua Odissea: i piccoli e coraggiosi protagonisti vivono avventure ed emozioni, la quiete di splendidi pascoli e raccontano leggende sul Popolo dei Conigli, i suoi dèi e i suoi eroi.


Paterlini Piergiorgio - Ragazzi che amano ragazzi. 1991-2011

Feltrinelli  (collana Universale economica)

 

 

Vent'anni fa questo libro raccontava per la prima volta le storie normali di adolescenti gay normali. A casa, a scuola, al bar, in parrocchia, in vacanza. Tirandoli fuori da un fasullo, grottesco, irreale "torbido mondo degli omosessuali". Ma sottraendoli anche al più terribile dei coni d'ombra: quello dell'invisibilità, della cancellazione di ogni identità (agli altri, ma anche a se stessi) e dunque dell'impossibilità di vivere, niente di meno. Questo libro tenero e commovente - tessuto solo con le voci dirette ma intime dei ragazzi che in prima persona raccontano la loro vita quotidiana, spesso fatta di paura, di incertezza, di esclusione - finisce via via, col passare del tempo, per risuonare come un grido. Oltre tremila lettere scritte all'autore dicono che "Ragazzi che amano ragazzi" ha cambiato la vita di migliaia di persone, non solo omosessuali. Ma come è possibile che ragazzi più giovani di queste pagine affermino che storie di un'Italia di vent'anni fa sono ancora le loro? Significa che il poco o tanto che è cambiato non basta. Con l'implacabilità di uno specchio, "Ragazzi che amano ragazzi" ci rimanda oggi l'immagine di tutta l'arretratezza e l'incivile crudeltà di questo immobile Paese. L'attualità di questo libro è un manifesto della vergogna italiana.



Le Guin Ursula K. - La saga di Terramare: Il mago-Le tombe di Atuan-Il signore dei draghi-L'isola del drago-I venti di Terramare-Leggende di Terramare

Mondadori  (collana I Grandi)


Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l'isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. "Sparviere" è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all'estremo limite del mondo, ai margini dell'Oceano Aperto, dove dovrà misurarsi con l'Ombra e con la parte più oscura della propria anima. Solo quando Ged sarà diventato un potente mago, Signore del Draghi, potrà affrontare le forze dell'oscurità che minacciano di sopraffare Terramare e riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.



Bortolussi Stefano - Verso dove si va per questa strada

Fanucci  (collana Teens)


In un silenzio che sa di attesa due ragazzine scappano dall'auto della madre e iniziano a correre. Da cosa fuggono? Cosa cercano? A capo dell'impresa c'è la sorella maggiore, che da tempo progetta di andare lontano. Un cammino avventuroso, una traversata verso l'ignoto, il bosco, poi un fiume, una nave in rovina, e intorno a loro una sfilata di personaggi bizzarri: un unicorno color champagne, tre scintillanti acrobate che si comportano come fossero una e un capitano malinconico che non parla mai ma è uomo di parola. Al termine di un viaggio in cui tutto è insolito, surreale ma vivo, stremate dalla fame e dalla fatica, le due ragazze approderanno a una casetta abbandonata, dove una misteriosa donna offrirà loro cibo e riposo solo per una notte, che sarà unica e piena di rivelazioni.


Albom Mitch - L' uomo che voleva fermare il tempo

Rizzoli  (collana Rizzoli best)


In un angolo appartato della vecchia New York, c'è una piccola, misteriosa bottega che vende orologi di ogni epoca e foggia. È qui, nell'atmosfera sospesa di uno stanzino pieno di polvere e di vecchi ingranaggi, che si incrociano i tormentati cammini dei protagonisti di questo romanzo: Sarah, la ragazza solitaria dagli occhi tristi e il cuore in tumulto: Victor il vecchio magnate disposto a tradire gli affetti più cari in cambio di un po' di futuro: e infine Dor, l'uomo che per l'ossessione del tempo ha perso l'amore e l'innocenza. Solo cercando il coraggio di superare i rispettivi dolori, i tre potranno impugnare il destino e ribaltare una storia che sembrava già scritta. Nel nome di un tempo, quello del cuore, che non si compra e non si misura, che ci rende liberi proprio perché non si può fermare. Mitch Albom torna a interrogare i temi eterni dell'amore e della ricerca di senso in questa moderna parabola intensa e commovente.

  

De Luca Erri - Tu, mio

Feltrinelli  (collana Universale economica)



"C'è un'estate brusca nell'età giovane in cui si impara il mondo di corsa. In un'isola del Tirreno, alla metà degli anni Cinquanta, un pescatore che ha conosciuto la guerra e una giovane donna dal nome difficile, senza intenzione trasmettono a un ragazzo la febbre del rispondere. Qui si racconta una risposta, un eccomi, decisivo come un luogo di nascita. 'Tu, mio' è un racconto di superamento della cosiddetta 'linea d'ombra', centrato sul passaggio dai privilegi dell'adolescenza alla ruvidezza della maturità. Oltre le illusioni della giovinezza si apre il campo dell'avventura nell'esistenza; e questa avventura, ogni adolescente lo scopre con dolore, con sofferenza, non potrà essere mai cifrata negli schemi delle consolazioni giovanili." (Enzo Siciliano)
   

Pennac Daniel - Diario di scuola

Feltrinelli  (collana Universale economica)

 

 

L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica




ORA TOCCA A VOI!!!

domenica 17 febbraio 2013

Io e te _ Niccolò Ammaniti


Cari amici, il libro che mi sento di proporvi oggi, pubblicato dall' Einaudi nella collana Stile Libero, è uscito da un bel po’ ma l’hanno rimesso in bella mostra sugli scaffali da quando Bertolucci si è fatto vivo per trarne un film, avete capito bene, parlo di “Io e te” di Niccolò Ammaniti.
Okay okay, ora forse qualcuno mi detesterà per questo, perché Ammaniti (un po’ come Baricco)  o si ama o si odia, io sono di quelli che lo amano e sono pronta a sguainare la spada e sfidare i miscredenti a singolar tenzone, così su due piedi, per difenderne l’onore.
A chi avesse già visto il bel film di Bertolucci, dico di andarsi immediatissimamente a comprare il libro, perché  il regista, seppur con una certa maestria si è concesso molte libertà, soprattutto per quanto riguarda il finale, che è stato completamente stravolto per addolcirci la pillola…ma non dico altro sennò poi mi sgridate che spoilerizzo, e non va bene.

 
  Questa è la locandina del film


E questo è il trailer

Il libro, come potete evincere dalla copertina non è specificatamente pensato per essere destinato a un pubblico Young, ma come spesso accade nei romanzi di Ammaniti, anche qui  i personaggi sono degli adolescenti, completamente al di fuori dai meccanismi incomprensibili del mondo adulto, e il racconto ci viene narrato dal loro punto di vista, il mondo presentato coi loro occhi, e questo lo rende appetibilissimo anche ad un pubblico giovane.  
Il romanzo è  un piccolo libricino di sole 116 pagine, che si leggono alla velocità della luce e ti stendono alla velocità del suono.
L’ho letto in due round, le prime cinquanta pagine in piedi, in libreria, come una zombie davanti lo scaffale, la seconda manche sempre in libreria, stesa per k.o davanti un caffè. Non l’ho comprato perché non mi sarei sentita di farne un’altra lettura a breve. Troppo affilato come libro, si fa la fine del burro.
Per questo amo Ammaniti, ha una scrittura schietta, che non tradisce, ti si piazza davanti, in tutta la sua innocenza e ti schiaffeggia. Tipo uno schiaffo ricevuto da un bambino di otto anni. Ci resti un po’ cosi. Dici, ma come?
Odio quelli che dicono che Ammaniti si spara le pose. Proprio non li capisco detto questo eccovi il libro  
Lorenzo Cuni ha quattordici anni e vive a Roma in un bel palazzo. È un ragazzo sensibile e acuto, pieno di immaginazione e fantasia, ma è anche introverso e solitario, abituato a rendersi invisibile... con moderazione: Da qualche parte, ai tropici, vive una mosca che imita le vespe. Ha quattro ali come tutte quelle della sua specie, ma le tiene una sull’altra, così sembrano due. Ha l’addome a strisce gialle e nere, le antenne e gli occhi sporgenti e ha anche un pungiglione finto. Non fa niente, è buona. Ma, vestita come una vespa, gli uccelli, le lucertole, persino gli uomini la temono. Può entrare tranquilla nei vespai, uno dei luoghi più pericolosi e vigilati del mondo, e nessuno la riconosce.
Avevo sbagliato tutto.
Ecco cosa dovevo fare.
Imitare i più pericolosi.
Mi sono messo le stesse cose che si mettevano gli altri. Le scarpe da ginnastica Adidas, i jeans con i buchi, la felpa nera con il cappuccio. Mi sono tolto la riga e mi sono fatto crescere i capelli. Volevo anche l’orecchino ma mia madre me lo ha proibito. In cambio, per Natale, mi hanno regalato il motorino. Quello più comune.
Camminavo come loro. A gambe larghe. Buttavo lo zaino a terra e lo prendevo a calci.
Li imitavo con discrezione. Da imitazione a caricatura è un attimo.
Durante le lezioni me ne stavo al banco facendo finta di ascoltare, ma in realtà pensavo alle cose mie, mi inventavo storie di fantascienza. Andavo pure a ginnastica, ridevo alle battute degli altri, facevo scherzi idioti alle ragazze. Un paio di volte ho anche risposto male ai professori. E ho consegnato il compito in classe in bianco.
La mosca era riuscita a fregare tutti, perfettamente integrata nella società delle vespe. Credevano che fossi uno di loro. Uno giusto. (…) Mi dovevo tenere il disparte, ma non troppo, sennò mi notavano. Mi confondevo come una sardina in un banco di sardine. Mi mimetizzavo come un insetto stecco tra i rami secchi”

Per evitare preoccupazioni ai genitori, soprattutto alla mamma affettuosa ma molto apprensiva e alla nonna malata, Lorenzo torna a casa raccontando aneddoti divertenti sulle sue giornate a scuola, ma la verità è ben diversa, si nasconde nel solco sempre più profondo che separa Lorenzo dagli altri: “più inscenavo questa farsa, più mi sentivo diverso. Da solo ero felice, con gli altri dovevo recitare. Questa cosa, alle volte, mi impauriva. Avrei dovuto imitarli per tutto il resto della vita?”.
Un giorno, senza sapere bene perché, Lorenzo si inventa di essere stato invitato in settimana bianca a Cortina da una compagna di classe. Una bugia inoffensiva e innocente, che diventa grande come una valanga: non può tornare indietro, l'unica alternativa è fare i bagagli e fingere di andare a sciare con gli amici.
Lorenzo architetta un piano perfetto: si nasconde in cantina, in un inespugnabile bunker della felicità pieno di sottaceti, videogiochi, libri di fantascienza, merendine, fumetti di Silver Surfer e tonno in scatola. Una vera vacanza, lontano dagli altri, da faticose tecniche di mimetismo, dalle telefonate dei genitori, da paure e insicurezze, finché un'ospite inattesa piomba in cantina, trascinando con sé tutto il mondo vero. L’irruzione di Olivia, sconquassata dai veleni tossici che predilige, che ne offendono il corpo e confondono la ragione, prima acuisce gli spasimi, poi in una via dolorosa per entrambi, rimette in moto gli ingranaggi dell’accoglienza, la forza dell’amore
.


Che mi dite? L’avete visto? Vi stuzzica, o siete di quelli che Ammaniti lo legherebbero a un palo per dargli fuoco in pubblica piazza? Vi aspetto nei commenti per un eventuale duello J !

venerdì 15 febbraio 2013

Took the Stars



Ciao ragazzi e benvenuti nella mia nuova rubrica bisettimanale
Took the Stars!
Come sapete in questo blog manca un sistema di rating per le recensioni…questo perché in realtà  io non voglio recensire proprio un bel niente, semmai quello che mi interessa è consigliare (io dico raccontare) quei libri che ho letto e che per una ragione o per un’altra mi sono piaciuti. Perciò è molto improbabile che nei miei post leggiate che un libro mi ha fatto schifo, e questo per un sacco di motivi. Intanto se un libro mi fa schifo, solitamente lo scopro già in libreria, quando leggo a scrocco il primo capitolo, indi non lo compro. Poi, anche nella tanto disgraziata quanto improbabile  ipotesi che qualcuno mi regali un libro e questo non debba piacermi (impossibile ve lo assicuro), probabilmente non gli concedo nemmeno il tempo di finirlo, figurarsi il tempo per recensirlo. Poi c’è il problema della mia incapacità a dare voti, fare classifiche etc…i voti non so darli ai miei alunni, figurarsi ai miei libri, poveretti. E in fine, ma non per ultimo, proprio non mi piace l’idea di sconsigliare un libro, specialmente ai lettori più giovani. Mi piace che sperimentino da soli anche la lettura trash, persino un harmony se necessario (questo non significa che mi capiterà mai di consigliarlo ad anima viva).
Detto questo, ho scoperto però che vado tutta in sbrodolamenti quando qualche blogger recensisce un libro dandogli il massimo dei voti, un 5/5 che mi suona tipo un 10 e lode. A chi non piace un 10 e lode, suvvia! Sono convinta poi, che anche se i gusti sono gusti, un libro che si guadagna il 10 e lode di qualcuno, difficilmente da un altro si becca uno zero tagliato. Male che vada, si prende un cinque meno meno, che sarà mai…
Perciò mi è venuta l’idea di andare in giro per blog (blog amici dei miei blog amici e così via…) e farvi un riassunto dei Best of Rating ovvero quei libri che hanno sbancato, prendendosi il massimo delle stelline (da qui il titolo della rubrica). Questi sono i best di queste due settimane appena trascorse:

Took the Stars #1
                                                       
Titolo: STAY- Un amore fuori dal tempo
Autore:
Tamara Ireland Stone
Casa Editrice: Mondadori
                                                                           
                                                                          

Anna e Bennett non avrebbero mai potuto incontrarsi: lei vive nel 1995 a Chicago, lui nel 2012 a San Francisco. Ma Bennett si ritrova nel 1995 perché può viaggiare nel tempo, pur con il divieto di cambiare il corso degli eventi, per cercare sua sorella che si è perduta in una dimensione temporale sbagliata. Ma se un battito di farfalla può provocare un uragano all'altro capo del mondo, cosa potrà provocare un sentimento potente come l'amore che nasce con diciassette anni di anticipo? Anna e Bennett si perdono e si ritrovano incrociando i loro destini paralleli, ma dovranno trovare il modo di fermare la corsa dell'orologio che ticchetta nelle loro esistenze. Quanto sono pronti a perdere? Quali conseguenze saranno disposti a sopportare, alterando gli eventi che li circondano?


dalla La fenice book sono caduti su questo romanzo




                                                                   
Titolo: MULTIVERSUM
Autore:
Leonardo Patrignani
Casa Editrice: Mondadori
  

Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c'è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all'età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato.


Titolo: SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE
Autore:
Patrick Ness
Casa Editrice: Mondadori


 Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Connor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Connor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla... No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Connor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.

I libri ci salvano  ha detto di questi due  romanzi



Titolo: SHADOWHUNTERS - Le Origini- Il Principe 
Autore: Cassandra Clare
Casa Editrice: Mondadori (collana Chrysalide)


In una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray crede di avere finalmente trovato tranquillità e sicurezza con gli Shadowhunters, i cacciatori di demoni, che proteggono lei e il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte, Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell'identità di Tessa. La ragazza, intrappolata nei sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei "un mostro". Sconvolta, Tessa è tentata di schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi è davvero fedele? E chi ama, nel profondo del suo cuore? Soltanto lei può scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure distruggerli per sempre


parole alate gli ha dato le sue brillantissime


Titolo: SHIVER-Una storia d'amore e di lupi
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: BUR (Rizzoli)


Grace ha sedici anni e vive in una casa ai margini del bosco. Sam ha diciassette anni ed è un ragazzo durante la bella stagione, ma un lupo quando arriva il freddo. Grace ama gli occhi gialli di Sam e la sua dolcezza, Sam ama l’estate nello sguardo di Grace e la sua indipendenza. Insieme combattono per salvare l’amore che li lega


Giuls di Paper dreams below fingers gli ha dato cinque gustosi biscotti




Titolo: IO PRIMA DI TE
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori


Lou Clark sa tante cose. Sa quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa. Sa che le piace lavorare nel negozio di tè The Buttered Bun e sa che probabilmente non è innamorata di Patrick, il suo fidanzato. Quello che non sa è che sta per perdere il suo lavoro e che le sue piccole certezze stanno per essere messe in discussione. Will Traynor sa che il suo incidente gli ha tolto il desiderio di vivere. Sa che adesso tutto sembra triste e inutile e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che non sa è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita con tutta la sua energia e voglia di vivere. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.

Ale di il profumo dei libri  si è così espressa





Sperando che tra questi libri, che i nostri amici blogger hanno così generosamente premiato, ce ne sia qualcuno che vi sconfinfera, vi auguro come sempre una buona lettura.

domenica 10 febbraio 2013

IL FIGLIO _ Lois Lowry


Il figlio che uscirà fra pochissimi giorni è un romanzo di Lois Lowry, ed è il quarto capitolo della serie (all’inizio si considerava una trilogia) distopica, che ha avuto inizio con  The Giver seguito  da Gathering Blue  e da
 Il Messaggero che la Giunti ci ha riprosto, nel 2010, (dopo dieci dalla prima uscita in italia di Il mondo di Jonas edito dalla Mondatori nella collana SuperJunior ) all’interno di Y, il suo nuovo contenitore editoriale pensato per andare incontro ai gusti dei giovani lettori.


Prima di darvi qualche anticipazione su Il Figlio, vorrei raccontarvi di come è andato il mio primo incontro con la Lowry. Ero in libreria (Giunti al punto) e The Giver era praticamente esposto dovunque, l’ho afferrato ma subito riposto, non avevo apprezzato tanto la copertina, e neppure il titolo mi aveva colpito molto, il libro insomma mi  era sembrato che avesse un tocco  un po’ troppo new age e davvero, davvero, non avevo voglia di new age in quel momento. Volevo qualcosa che mi desse una piccola scossa. Se non a me, almeno ai miei ragazzi del laboratorio di lettura creativa. Così avevo lasciato perdere, e mi ero diretta verso lo scaffale thriller/horror. Avevo preso in mano, mi ricordo bene, LASCIAMI ENTRARE di Lindqvist, mi era andato a genio e stavo per girarmi ed andare alla cassa a pagare. All’improvviso una voce, anzi due voci dietro di me
 “prendiamo questo come libro di narrativa per la classe?” dice la voce uno
 “mah.. non so, negli Stati Uniti l’hanno censurato, dicono che parli di infanticidio. Non credo che sia opportuno per i ragazzi” risponde la voce due.
E vanno via.
Le voci parlavano di The Giver
Così vado leggermi la quarta di copertina.
Che le scuole americane avessero censurato un romanzo e che la Giunti lo avesse pubblicato per la Y, era già una cosa che mi intrigava, che le insegnanti di una piccolissima scuola di provincia lo censurassero dopo che aveva venduto milioni di copie e vinto la Newbery Medal era una cosa che davvero trovavo assurda.
 I ragazzi sono y young non i idiot !!!
 C’è ancora qualcuno che pensa sul serio che i giovani non debbano leggere, pensare, sapere? Scusate ma quando sento parlare di censura mi viene un brivido distopico sulla schiena, ve lo giuro. Così l’ho comprato ed è iniziata la mia avventura col quartetto delle Lowry. Perché possiate appassionarvi a Il figlio, dovete prima saper qualcosa dei primi tre volumi. Adesso ve li racconto per bene.

Cominciamo con The Giver.
Il protagonista è Jonas, Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Un mondo dove tutto è perfettamente funzionante, perché è stato accuratamente pianificato, fin nei minimi dettagli. Dove non ci sono problemi, non ci sono intoppi o incidenti di percorso. Tutti vivono in armonia, a tutti è concesso avere un’istruzione, un tetto sopra la testa, cibo, cure mediche. Niente guerra e fame nel mondo quindi, niente povertà, ingiustizie, carestie. Niente dolore e sofferenza, perché gli uomini sono “stati selezionati” uguali sia fisicamente che psicologicamente e le differenze, causa di incomprensioni e contrasti sono state abolite. Tutto è sicuro, ordinato, prestabilito. Ogni abitante non è che un numero, parte di un meccanismo spersonalizzante e perfetto. Ognuno con il suo posto, il suo ruolo, la sua funzione, grazie al modello governativo e alle sue  regole chiare, precise, regole ferree che non lasciano scelta, non lasciano spazio al libero pensiero, al libero sentire. Le passioni umane più forti, i picchi emotivi, gli impulsi sessuali e tutto quello che di intenso può farle scaturire è stato cancellato, abolito, messo alla gogna. Niente musica, risate, persino la brillantezza dei colori è troppo in questo mondo grigio dove anche il tempo è sempre uguale. Ad ogni modo si i nasce e si cresce nel pieno rispetto di queste regole. E a Jonas va bene così, perché questo è l’unico mondo che conosce, e poi non si  ha paura in questo mondo. Non ci si può sbagliare perché non ci sono scelte sbagliate in cui cadere. Altri scelgono per te. Ti scelgono una moglie o un marito, ti assegnano due figli, un maschio e una femmina. Hai tutto. Tutto ti viene concesso, a determinate condizioni, e ad una certa età. A dodici anni ad esempio ti viene assegnato il lavoro che dovrai svolgere per il resto della vita. Jonas ha proprio dodici anni, e il Consiglio degli anziani, nella cerimonia annuale di dicembre, la “Cerimonia dei dodici”  lo sceglie per affidargli un incarico importante, diventare un raccoglitore. L’anziano Giver (il donatore), gli avrebbe fatto dono delle Memorie dell’Umanità, da lui custodite fino a quel momento, cosicché potesse prendere il suo posto. Quando Jonas viene messo a conoscenza di tutti i ricordi che fino a quel momento gli erano stati negati, come erano stati negati a tutti, comprende quanto in realtà quel mondo che aveva creduto perfetto sia vuoto, freddo, insapore. Jonas infatti sperimenta per la prima volta emozioni e sensazioni proibite alla comunità, sperimenta la musica, i colori, l’amore, e comprende come anche dolore, rabbia e frustrazione hanno loro ragione d’esistere. Che è necessario rischiare  e se è il caso anche sbagliare se si vuole assaporare la pienezza del vivere. Capisce così che la sua Comunità, privata dei ricordi  è stata privata anche della sua umanità e trasformata in una massa uniforme senza motivazione, speranza, desiderio, facile da manovrare, un docile fantoccio facilmente manipolabile. La repressione dei sentimenti e certi compromessi per il quieto vivere non solo adesso gli sembrano inaccettabili, ma gli mettono i brividi. Sarà proprio  la scoperta del “congedo”,  l’orrendo segreto della comunità a fare cambiare Jonas per sempre.



In Gathering Blue-La Rivincita  troviamo uno scenario post-apocalittico, ipoteticamente segnato da guerre e devastazioni, che hanno messo la parola fine alla civiltà tecnologica per come la conosciamo, e costretto i sopravvissuti a ricominciare praticamente da capo, vivendo alla bell’e meglio in villaggi composti da agglomerati di capanne rudimentali.  Siamo tornati ai tempi delle barbarie più nere. Se la Comunità di The Giver infatti  era, almeno all'apparenza, fin  per troppo perfetta, tutta centrata verso il “bene” comune e priva di guerre e sofferenze, quella di Gathring Blue si manifesta sin da subito come brutale, regredita ad uno stadio di vita quasi primitiva, dove l’importante è sopravvivere, dove vige la legge del più forte, e non c’è spazio per i deboli, che vengono emarginati, disprezzati, considerati inutili. I bambini? Sono un fastidio, vengono tenuti nel recinto dei polli. Gli “imperfetti”? Se non sono in grado di badare a se stessi, di lavorare, sono un peso per tutti, vengono così allontanati dal villaggio, abbandonati nella Landa a farsi divorare dalle “Bestie” che vivono lì.  È questa la sorte che sarebbe spettata a Kira, nata con una malformazione che l’ha resa  zoppa, se non fosse stato per la tenacia salvifica di sua madre, lei che morta a causa di una grave malattia l’ha lasciata sola in balia dei soprusi delle donne del villaggio che appellandosi al “Consiglio dei guardiani” le portano via la terra che le appartiene. La sorte di Kira può dirsi quindi segnata dalla sua deformità, segnando quasi la sua condanna a morte. Ma inaspettatamente il Consiglio dei Guardiani, un gruppo di funzionari che governa il villaggio, le risparmia la vita, perché reputa che in lei possieda un dono “speciale”,  un talento. Le mani di Kira infatti sanno tessere ricami straordinari, una dote preziosa che deve essere coltivata. Kira viene quindi reclutata dal palazzo del consiglio, l’unico palazzo moderno di tutto il  villaggio,  per lavorare come ricamatrice. Nel villaggio infatti le tuniche sono tutte uguali, monocolore e prive di decori, a lei toccherà ricamare la tunica del cantore in occasione di una festività importante. Dovrà così specializzarsi nell’arte del ricamo per far fronte al suo compito, e imparare ad utilizzare nuove tecniche utilizzando i pigmenti naturali ottenuti dai fiori e da altre sostanze naturali, una tecnica antica, che oramai sanno usare in pochi. "Gathering blue" si riferisce proprio al blu, colore del cielo, che Kira non riesce a riprodurre, ma in realtà il colore blu simbolizza anche la speranza. Un sentimento che darà la forza a Kira di non scappare come aveva fatto Jonas e di restare in questo mondo in cui è stato faticoso entrare e ancora più faticoso comprendere, e che una fatica ancora enorme pretende da lei, che questo mondo lo vuole cambiare
sfoglia qualche pagina di Gathering Blue e guarda il booktrailer qua sotto



Ed eccoci arrivati a Il messaggero
Siamo nel 2073.
Dopo La Rovina, che ha distrutto l’umanità così come ce la ricordavamo, le nuove società sono in balia di “forme di governo spietate, punizioni atroci, inguaribile povertà o falso benessere”  

Ohhh finalmente questo romanzo lega a doppio filo le prime due storie. Perché è chiaro che le società di cui stiamo parlando sono proprio quelle di Kira e Jonas in entrambe infatti un solo destino incombe sui diversi, i deboli, gli ammalati, il "Congedo" o “La Landa”, in entrambi i casi, la morte.

Ma c’è un’eccezione. Proprio di questa eccezione si parla nel terzo romanzo, il villaggio di Matty, dove anche gli ultimi, non sani e i diversi, vivono. La società li accoglie, li considera parte del tutto, e vive fraternamente e in armonia con loro.  Ma la pace e la tranquillità sembrano anche qui troppo belle per essere vere….gli abitanti del villaggio stanno cambiando, e non in bene. Matty, aiutante del Veggente deve portare il messaggio del drammatico cambiamento al di là della fitta  Foresta che circonda il villaggio, e che solo lui è in grado di attraversare, ma questa è adesso in balia di un’oscura forza contro la quale Matty, per sopravvivere dovrà utilizzare il suo nuovo potere, un potere che nemmeno lui riesce a comprendere

guarda il booktrailer



E adesso possiamo tornare a Son-il figlio.
Ce lo presentano così:
I personaggi e i tre mondi che abbiamo imparato a conoscere e che ci hanno emozionato con The Giver, La Rivincita e Il messaggero finalmente trovano un comune epilogo. Il libro si apre nella stessa comunità di The Giver, ordinata e perfettamente regolata nei ritmi e nei ruoli. Claire, infatti, è stata destinata nella cerimonia dei Dodici a fare la Partoriente e seguendo il programma dà luce al primo figlio. Purtroppo però qualcosa va storto, il parto ha delle complicazioni e Claire deve essere ricollocata in quanto non adatta al ruolo. Si trova quindi a lavorare al Centro Ittico e a sentirsi diversa dagli altri – saranno forse le pillole che si sono scordati di darle? Sente una mancanza, continua a pensare al Prodotto che ha dato alla luce… a quanto pare è sopravvissuto ed è un maschietto. Trovare una scusa per andare al Centro di Puericultura a vederlo non è tanto difficile. Ma secondo le dure leggi della Comunità, questo Prodotto deve essere eliminato perché difettoso

Che dirvi di questa serie?
Ogni volume ha una storia che tratta temi interessantissimi  e pungenti. Temi che, a differenza di quanto pensavano quelle due insegnati in libreria, i giovani farebbero benissimo a conoscere e a rifletterci sopra. Emotivamente tutte e tre le avventure ti coinvolgono, e la lettura scorre via facilmente. Non si è fatto che parlare dei riferimenti a Orwell, riferimenti che trovo giustissimi per la tematica distopica, e improbabili per quanto riguarda lo stile, e la struttura della narrazione che in Orwell trovo siano più complessi e forse più difficili da approcciare per  i giovanissimi. Fra i tre volumi della serie io ho preferito gli altri  Gathering Blue, ma sono solo i miei gusti. Adesso non resta che aspettare qualche giorno per leggere il seguito.

Se invece avete già letto questi libri e vi sono piaciuti vi consiglio caldamente due letture che penso potrebbero intrigarvi. Vi mostro solo le copertine, e non vi dico altro se non che i mondi distopici nei quali sono mondo che avete imparato a capire nei libri della Lowry, solo che qui gli esiti sono diversi. I libri sono Bambini nel bosco di Beatrice Masini e La neve se ne frega di Luciano Ligabue.





Se  avete letto i titoli presenti in questo post (tutti o in parte) fatemi sapere che ne pensate. Intanto se vi piace il genere vi consiglio di guardare il film Equilibrium, ecco la locandina


Buona lettura e buona visione a tutti!

giovedì 7 febbraio 2013

I figli dei guardiani di elefanti

Dunque dunque…
Il libro di cui sto per parlarvi l’ho comprato così, un po’ a casaccio.
Non era stato preventivato, previsto dal budget, insomma non era nella mia wishlist, ma un po’ perché stavo in fissa con gli autori nordici (la storia è ambientata a Finø, piccola isola di fantasia dell’arcipelago danese, posta nel mezzo del Mare delle Possibilità),  un po’ perché sfogliando sfogliando ho trovato dentro pezzi che mi  erano così familiari...
  
“Una cosa che ho imparato da mia sorella maggiore Tilte è pensare che tutti hanno ragione e allo stesso tempo di avere l’assoluta convinzione di essere, in un assortimento di persone molto ampio, l’unica a sapere di cosa sta parlando”

…esattamente quello che mia sorella pensa di me...

“Bisogna essere cauti col farsi toccare dagli altri. Per esempio per mia madre la faccenda è completamente finita, oramai ho quattordici anni, fra un anno e mezzo farò un esperienza in collegio, fra due anni e mezzo andrò via di casa.
Inoltre mamma va in confusione quando mi vuole toccare, una confusione derivante dall’impossibilità di capire che ero il suo neonato in un passato che lei spesso chiama un attimo fa, ma che adesso  ho quattordici anni e sono stato abbandonato da una ragazza e sono il capocannoniere della prima squadra e sospettato di aver provato a fumare hashish, anche se non ci sono prove”

…esattamente quello che mia madre prova con me...

alla fine ho messo mano al salvadanaio è l’ho preso.
Veramente un bel bottino.
Ci ho azzeccato in pieno, uahuahuah risata malefica, e perciò ora ve lo racconto.

Scritto da PETER HØEG (l’autore di “Il senso di Smilla per la neve”) e pubblicato da Mondatori, I FIGLI DEI GUARDIANI DI ELEFANTI è veramente un bel libro.
Destinato prevalentemente ad  pubblico adulto (non è stato oggetto di un' arguta e spietata strategia di marekting che lo ha inchiodato a morte all'etichettia  Y) ci racconta l’adolescenza in un modo così spavaldo e delicato al tempo stesso, tanto che può essere consigliato anche ai più giovani.
Del resto i protagonisti assoluti del romanzo sono tre ragazzi, davvero unici, e per unici intendo...strani (indi meravigliosi).
Iniziamo dal protagonista, il quattordicenne Peter (omonimo dello scrittore) brillante narratore della storia, ancora un po' ammaccato da un amore finito male, per passare poi alla sorella Tilte, due anni più grande, con una passione per le grandi domande sulla vita (e soprattutto sulla morte) cui si sforza di trovare risposta con improbabili ed esilaranti esperimenti, in qualche modo scientifici (tipo chiudere i propri amici, e se stessa, in una bara per capire che sensazioni si prova da morti), per finire col fratello maggiore Hans che sembra “nato con ottocento anni di ritardo” tanto il suo animo è cavalleresco, e in fondo all'elenco il cane Basket III (immaginate che fine abbiano fatto Basket I e Basket II…).
I ragazzi oltre a essere tre fratelli (provate a dirlo in velocità trefratellitrefratellitrefratelli) sono, purtroppo anche figli  di un padre pastore e una madre organista che nell’intimità della loro casa si dilettano rispettivamente a cucinare ghiottonerie e costruire strani marchingegni per trasformare la casa in una sorta di covo segreto.
Eh..si, bei tipi niente male, così  niente male che quando... puf, spariscono nel nulla, i tre ragazzini cominciano a sospettare che ci sia qualcosa sotto…
Che i cari mamma e papà non siano in realtà due gran farabutti, truffatori e manigoldi?
E che fare se si  rischia di finire tutti in orfanotrofio, con i genitori dietro le sbarre?
Inizia così una lotta contro al tempo e in barba alla polizia per indagare sulla vera natura diabolica o angelica dei propri genitori, e mettere in salvo la benedetta famigliola.
Il romanzo al tempo stesso poetico ed esilarante, inizia con un antico proverbio indiano

Vuoi essere un guardiano di elefanti? Allora assicurati di avere posto per l’elefante.

Ed effettivamente un sapore ironico e spirituale al tempo stesso è quello che si mantiene per tutto il libro. Un’avventura, iniziata un po’ in sordina ma che prende pian piano velocità andando avanti con le pagine, e che  mentre ci diverte ci fa intanto interrogare sull’apparenza delle cose, non solo sui genitori di Peter, ma su tutto ciò che ci circonda. L’intera nostra vita  è in realtà così come ci appare o c’è dell’altro, sotto sotto, e bisogna scavare per trovare la verità?

A voi l’ardua sentenza.